Questione di Stile


Questione di Stile

Chi Siamo noi…

In  principio il nostro gruppo nacque con l’intento di riunire sotto un’unica sigla tutti i giovani viterbesi che  amano il nostro territorio e che hanno sempre avuto a cuore le  sorti della squadra, ma sopratutto con la stessa voglia di dimostrare che Viterbo non è solo la citta’ borghese,come la maggior parte della gente. Prima di essere Ultras siamo amici, da una vita, accumunati tutti dalla stessa passione per il calcio e le gradinate. Infatti il nostro primo obbiettivo era proprio questo, creare da noi, come in molte altre citta’ italiane, un punto d’aggregazione giovanile basato sui principi  di rispetto e tradizione  che sono alla base del nostro stile di vita.

Molti di noi gia facevano parte dell’ AVANGUARDIA 1999, ma dopo lo scioglimento di questa non vi era piu’ un gruppo guida per noi giovani; pur riconoscendo i meriti di chi aveva fatto la storia della nord non ci siamo mai sentiti parte integrante di nessun altro gruppo presente. Il nostro diverso modo diverso di vivere la partita, la diversa mentalita’ nel gestire alcune situazioni, hanno fatto si che per molto tempo in curva si protrasse questo distaccamento, seppur il nostro numero fosse minore, che di certo non ha giovato sotto nessun aspetto e che ha coinciso con il peggior periodo della nostra storia calcistica.

I dirigenti societari degli ultimi anni, dopo il fallimento e la riammissione in C2 con il lodo Petrucci, sono riusciti nell’ impresa di battere tutti i record negativi di gestione. Ogni anno vi era un cambio al vertice, e ogni anno vi era sempre un punto interrogativo sulla quale sarebbe stata la squadra che avrebbe affrontato il campionato e su chi li avrebbe gestiti; in piu’ i tifosi, cosi’ come i gruppi organizzati, anche a causa di questa situazione, cominciarono a seguire molto poco i gialloblu. Ci voleva quel ricambio generazionale che tanto avrebbe giovato alla sorte della nostra curva, per continuare a difendere e onorare questi storici colori; non potevamo permettere che una citta’ come la nostra rimanesse senza un gruppo organizzato allo stadio, o peggio ancora lasciare vuoto il settore ospiti nelle trasferte. Ed è proprio in questo periodo che ha preso piede un iniziativa che doveva essere presa gia’ da molto tempo.

Cominciammo a dare una forma alle nostre idee ,in vista della prossima stagione, proprio durante quest’ arco di tempo, e infatti  il girone di ritorno della stagione 2005-2006 coincise con le prime nostre trasferte con  in mente gia’ l’intento di formare questo nuovo gruppo, che si sarebbe contraddistinto dai canoni recenti della nord. Ma di certo  non vi era ancora niente, c’era ancora molto lavoro da fare, pero’ stavamo mettendo a punto tutti particolari alla base dell’ organizzazione di una tifoseria che si rispetti. Dovevamo riuscirci assolutamente, lo avremmo fatto anche se non vi fossero stati innesti nuovi disposti a compiere sacrifici per la causa, anche con la stessa gente di sempre,  a costo di iniziare con dieci persone, poi se saremmo riusciti a fare  un buon lavoro, si sarebbero visti i risultati durante il corso dell’ anno.

Invece le note positive arrivarono subito, piu’ si avvicinava la fine del campionato, piu’ erano le facce nuove che vedevamo in curva; molti erano gia’ nostri amici ,a cui alcuni di noi, erano legati da una forte amicizia che si è protratta negli anni, oltre lo stadio. Qualcuno faceva gia’ parte di Vertice Primo, gruppo d’estrema destra extra- parlamentare attivo nella provincia di Viterbo, altri invece di quartieri periferici in cui vi è sempre stata una buona concentrazione di ultras, ma che non avendo mai avuto un gruppo in cui raffigurarsi, non avevano mai intrapreso questa esperienza.  E soprattutto giovani, che sono alla base della divulgazione della mentalita’ in citta’, sono coloro che col passare degli anni devono dimostrare  di aver appreso da quelli con piu’ esperienza, riuscendo a concretizzare con le nuove leve, il lavoro  che è stato fatto con loro.

 Durante le nostre prime trasferte non ufficiali a  Latina,Rieti e Roma, e qualche altra partita in casa, ci  rendemmo subito conto che le forze dell’ ordine  avevano un occhio particolare verso questo nuovo gruppo, che non prometteva affatto bene. Attenzioni che si rivelarono ben presto quando  gia’ a maggio 2006, durante la penultima giornata in casa, uno di noi accese una torcia con intenzioni chiaramente coreografiche, ma venne immediatamente diffidato per tre anni. Ben presto capimmo che quella non fu una semplice diffida, ma mirata a spezzarci sul nascere, prima che, secondo loro, avremmo potuto creare qualche problema . Infatti durante l’ultima di campionato decidemmo di contestare questa decisione e preparammo tre striscioni e dei volantini sull’ incostituzionalita’ dell’ operato delle forze dell’ ordine in quell’ occasione; appena giunti all’ ingresso della curva una macchina della DIGOS ci raggiunse immediatamente, sequestrandoci i volantini e prendendo i nomi di tutti i presenti. La stessa cosa a fine partita, quando una volante ci segui’ fino al parcheggio delle nostre macchine, per poi ripetere la stessa azione. Insomma ancora non vi era un gruppo vero e proprio, con un identita’ e un nome ben definiti,  ma le guardie gia’ avevano avvistato un potenziale pericolo per la citta’ . Purtroppo, negli ultimi anni, il problema di base per la mancanza di spirito ultras a Viterbo ,oltre ai pochi picchi calcistici ottenuti dalla squadra cittadina e la vicinanza delle squadre della Capitale, è anche la forte repressione adottata dai tutori dell’ ordine pubblico verso chi, per amore di questi colori, si mette in discussione. Per chi è al di fuori, soprattutto a causa delll’ignoranza della gente su questo argomento, risultare cosi’ come ci definiamo nel nostro movimento  e’ pressoche’ impossibile ma fratellanza, spirito d’appartenenza, coerenza  e fedelta’ sono veramente  i valori per cui siamo pronti a mettere a repentaglio la nostra incolumita’ fisica e giudiziaria.

Insomma i presupposti per fare bene c’erano tutti, stavamo mettendo in piedi un bel gruppo, pur senza una vera organizzazione, quindi non potevamo lasciare l’opera incompleta. Tra Le nostre prime vere soddisfazioni c’è sicuramente  la riunione di fine luglio in vista della nuova stagione; non volevamo lasciare nulla al caso, sia per l’organizzazione delle trasferte che per sapere chi avrebbe confermato la propria disponibilità, e non ultimo pensare anche al materiale. Riuscimmo nell’ impresa di radunare tutti i ragazzi dai 18 ai 35 anni che conoscevamo a Viterbo e soprattutto, per la maggior parte,  tutti amici. Poi si sa’, durante la stagione qualcuno si dimostra coerente con l’impegni presi, e con il passare del tempo acquisisce quella mentalita’ che coinvolge a tal punto da rendersi poi la base della nostra quotidianita’ , invece molti, sia per problemi personali che per mancanza di palle, si rendono conto che non fa’ per loro;ma i presupposti per fare bene c’erano tutti.

 Non abbiamo mai voluto essere come  uno di quei  gruppi che raccolgono centinaia di persone, ma di Ultras neanche la metà. Per dimostrare di poter far parte del nostro gruppo, la cosa essenziale è prendere parte alle trasferte e essere attivi ogni qualvolta c’è da programmare o realizzare qualcosa, se non si ha intenzione di impegnarsi in tutto cio’ , non c’è considerazione a livello di gruppo, e in piu’ non possono  beneficiare  ne’ del materiale, ristretto ai soli membri del direttivo, ne’ prendere parte alle riunioni  e alle iniziative del gruppo. Abbiamo sempre preferito essere pochi ma rispettabili, gente come noi, stesso stile di vita, stessa voglia di rivalsa e di ribellione; gente che non si sarebbe mai tirata indietro sia per una trasferta che in uno scontro, gente di strada insomma, ma con un “codice non scritto” da rispettare in ogni situazione, sia allo stadio che nella vita di tutti i giorni. Sempre in prima linea con quella voglia in comune di riuscire a scaturire qualcosa d’ importante per il gruppo e per la curva, conoscendo il potenziale umano che ha la nostra citta’, ma mai sfruttato in pieno.

Si puo’ dire che quella fu la prima e vera riunione della Questione di Stile, ma ancora non avevamo fatto niente, era solo l’inizio di quello che ci eravamo prefissati.

 Il caso vuole che nel girone di coppa Italia 2006-07 le prime partite fossero con Pisa e Ternana e prima di queste ci doveva essere “l’ amichevole” a Civitavecchia. Non potevamo chiedere di meglio.

Ora non stiamo a descrivere quello che successe durante queste prime partite, non ci piace raccontare quello che facciamo, non sarebbe nel nostro stile, pero’ purtroppo a causa di queste perdemmo due di noi molto importanti, per rispettivamente 3 anni di diffida con firme e 2 anni. In seguito poi, piu’ precisamente verso febbraio, sempre a causa della trasferta a Pisa notificarono altri due provvedimenti. Insomma non tutte le ciambelle riescono col buco, eravamo nati ufficialmente da neanche due mesi e gia’ avevamo perso alcuni tasselli fondamentali. In piu’ con le prime amichevoli arrivarono anche i primi articoli sui giornali e addirittura sul tg regionale. Come al solito , vuoi per colpa di chi scriveva, vuoi per colpa di chi ha il compito fornire le notizie, riempirono le pagine con dei racconti al limite tra la fantasia e la fantascienza. Senza mezzi termini , incolpavano noi di aver cacciato i vecchi gruppi dalla curva e ne avevamo preso le redini, gestendola in modo violento facendo piazza pulita di tutti coloro che osavano contraddirci. Inoltre ci definirono come un gruppo d’estrema destra che, a detta loro, usavamo lo stadio solo per fare propaganda politica. Questa situazione ancora oggi riempie le bocche di chi giudica noi senza sapere realmente come la pensiamo; certo non siamo di sinistra e non rinnegheremo mai la nostra identita’, anche perche’, come gia’ detto in precedenza, all’ interno del nostro gruppo ci sono persone in cui la politica fa’ parte della vita di tutti i giorni, e quindi sarebbe stupido negare, ma ci sta anche qualcuno a cui non interessa minimamente, e quindi per i giusti equilibri  in curva  e per una giusta mentalita’, abbiamo deciso cosi’ di lasciarla fuori.  L’Unica iniziativa relativa a questo ambiente, per cui continueremo a lottare sia fuori che dentro gli stadi, è il Mutuo Sociale, raccolta anche dai piu’ scettici del gruppo nell’ inserire la politica, come un’ iniziativa di notevole importanza al di fuori di tutto. Una proposta che risolverebbe i problemi di milioni di famiglie, che a causa dell’ eccessivo costo degli immobili oppure per colpa delle chilometriche liste di attesa per le casi popolari, ancora si trovano senza un tetto. Il mutuo sociale è semplicemente questo, il diritto alla prima casa per chi ne ha piu’ bisogno e non se la puo’ permettere. 

Ma questo non basta, purtroppo i giornali hanno molta influenza sulle persone, e quindi pur essendo al corrente di queste cose, a Viterbo continuano a credere a quello che leggono, e anche questa strumentalizzazione e disinformazione  nei nostri confronti non è mai stata un fattore positivo per la crescita della curva, coma ancora oggi. Pero’ anche stavolta ne abbiamo fatto tesoro, e se già prima non avevamo mai avuto la minima intenzione di collaborare con le testate, tramite comunicati  e iniziative relative alla curva, dopo questi episodi abbiamo solidificato la nostra personale protesta con lo striscione “Messaggero de cazzate” e con la citazione in qualche volantino di  alcuni infami giornalisti. Vero Andrea Arena del nuovo corriere viterbese?Vero Carlo Galeotti di tuscia web?.

Comunque il campionato comincia, non nel migliore dei modi come al solito, pero’ ormai questo aspetto ci interessava piu’ poco, dovevamo pensare al nostro di campionato, che al contrario della squadra era cominciato abbastanza bene. Pur sempre al centro del mirino continua la stagione e prima di Natale, per via della mano pesante delle forze dell’ ordine, contavamo altri cinque persone in piu’del direttivo soggette a D.A.S.P.O. Tutte mirate comprese poi le ultime che sono state veramente infime, perche potevano benissimo chiudere un occhio a riguardo su almeno due dei nostri, che in quell’ occasione non avevano fatto assolutamente niente, ma come spesso accade purtroppo non è stato cosi’. Non siamo un gruppo numerosissimo e quindi queste diffide ci pesano sulle spalle moltissimo, in piu’ sono state emesse a quasi tutto il direttivo, proprio per eliminare tutti definitivamente. Ci rendemmo subito conto che avevamo scelto un brutto periodo per portare avanti il gruppo. Tutto questo  purtroppo in linea totale con la situazione nel resto d’Italia, con la relativa  entrata in vigore ufficiale del decreto Pisanu , che comprende leggi emanate solamente per combattere l’ intero movimento e vietare interamente qualsiasi forma di pensiero e di liberta’ personale dei membri di una tifoseria organizzata. Ultimamente in un sondaggio recensito su internet  tra i parlamentari, a dimostrazione del fatto, il nostro movimento viene  considerato ingiustamente il pericolo sociale piu’importante, dopo la mafia, di questi ultimi anni per via dell’ organizzazione, dell’ impatto numerico  e dell’ influenza che ha nel reclutare nuove leve tra i giovani. Questo per far capire quanto allarmismo inutile ci sia nei nostri confronti, ma dubito che ce ne fosse ancora bisogno.

Pero’ anche questa volta, come al solito, ci hanno piegato ma non spezzato e quindi, pur avendo perso gia’ tutto il direttivo, cercavamo di concludere la stagione onorando tutte le trasferte, questo era il nostro obbiettivo principale dopo tutti questi problemi, e se fosse capitato che non avremmo piu’ avuto la possibilita’ di rispettarle fino alla fine, ci saremmo immediatamente sospesi. E purtroppo questo avvenne a marzo 2006 quando notificarono le altre due diffide per i fatti di Pisa; dopo sette mesi giungono anche queste e purtroppo anche qui colpirono un’ elemento che stava gestendo la situazione dopo le ultime diffide. A questo punto, preferimmo morire in piedi che continuare senza una gamba, ovvero era meglio sospendere il gruppo fino al rientro dei primi diffidati, che continuare e magari rischiare di saltare le trasferte con il gruppo ancora  attivo, e di conseguenza ci saremmo dovuti sciogliere definitivamente; e questo non potevamo permetterlo, era ed è, al di fuori dalla nostra etica morale. E quindi durante Viterbese- Reggiana, prendemmo la giusta decisione ed  esponemmo lo striscione “…i conti si fanno alla fine! Ritorneremo e niente restera’ impunito” per sottolineare il nostro futuro ritorno. Per noi è stata una scelta dolorosa, ma siamo gente che non molla mai, soprattutto perche’ ormai l’avevamo presa tutti come una sfida personale. Non dovevamo darla vinta a chi gioiva di questa situazione, volevamo ricominciare a scrivere la nostra storia, questa volta con l’insegnamento che ci ha dato questa situazione.

Il nostro rientro era programmato per l’inizio di questa stagione, cioe’ al rientro quasi completo di tutti i nostri componenti. Ci teniamo a sottolineare che in questo periodo non siamo stati con le mano in mano, ma ne abbiamo approfittato per completare quello di cui avevamo bisogno. Purtroppo  allo stadio continuava ad andare solamente chi poteva e non costantemente, quindi la situazione era decisamente tragica. Pero’ vuoi per l’ultima posizione in classifica della squadra, vuoi per la mancanza di un gruppo organizzato in curva non ce la siamo sentita di aspettare la fine della stagione. Dovevamo fare qualcosa per risollevare le sorti e non potevamo scegliere momento peggiore per il nostro ritorno; dopo lo spostamento in tribuna della Brigata Etrusca, la nord si trovava senza una guida, lasciando la squadra  senza un assiduo sostegno, e senza far capire ai giocatori  che c’era qualcuno a cui potevano dare fastidi le loro prestazioni da dilettanti (c’è da dire che non prendevano lo stipendio da quasi un’ anno); in una situazione del genere sarebbe stato il massimo ricompattare tutto l’ambiente. Infatti la nostra prima azione è stata proprio quella di interrompere gli allenamenti, e spiegare ai giocatori che adesso l’unica cosa di cui non aveva bisogno nessuno era una contestazione, dovevamo unirsi e credere tutti insieme alla salvezza; se loro avessero garantito che fino all’ ultima giornata avrebbero lottato e onorato la maglia, noi li avremmo sostenuti fino alla fine, rispettando tutte le trasferte, pur sapendo che ancora non eravamo pronti, a causa delle diffide. Anche questo periodo rispecchia un po’ la situazione che si era creata a Viterbo negli ultimi anni, con la conseguente sparizione di tutti i gruppi organizzati; infatti oltre ai problemi con la legge, il nostro ritorno “obbligato” è coinciso con la nostra evoluzione da gruppo spalla della curva a gruppo portante; ovvero ci siamo ritrovati con la responsabilita’ di gestire la nord in piena crisi di spettatori, con un gruppo pieno di assenze di peso ,visto che eravamo in un periodo non proprio idilliaco del calcio a Viterbo e del movimento in generale.  Soprattutto nel pieno della peggiore serie di risultati degli ultimi  venti anni, considerando che venivamo da cinque anni di fallimenti, e come se non bastasse la stagione era  cominciata senza lo stadio per via dei lavori di ricostruzione.

Ma noi, nonostante tutte queste difficolta’ , abbiamo preso in mano la situazione, abbiamo fatto il massimo in attesa del rientro degli altri e siamo riusciti a prendere parte a tutte le trasferte, da quel momento in poi. ma senza portare nessun tipo di pezza di riconoscimento del QdS, ma solamente come Ultras viterbesi.

Anche in campo i risultati  sono notevolmente migliorati, da ultimi che eravamo, abbiamo condiviso con i soli giocatori,  l’ impresa di raggiungere i play- out a Viareggio ,ma putroppo non ci fu niente da fare. La temuta retrocessione era arrivata. Un  supporto in piu’ ha giovato notevolmente a questa squadra, ma purtroppo ci siamo ritrovati a gestire questa situazione quasi al termine, retrocedendo pero’ con la consapevolezza che abbiamo fatto il massimo per questi colori, anche stavolta. A testa alta come sempre, siamo finiti nei dilettanti, con una societa’ nuova, una squadra nuova e diciamo cosi’, anche un gruppo nuovo; nuovo in confronto al primo QdS, quello composto da ragazzi innamorati della propria citta’ ma con poca esperienza . Ora ci siamo nuovamente tutti, siamo cresciuti, abbiamo imparato la lezione  e cercheremo di gestire la curva nel miglior modo possibile, aspettando i buoni risultati che ci aiuteranno sicuramente. Queste diffide ci hanno rafforzato e ci teniamo a sottolineare piu’ volte che  prima di essere uniti tutti per un’ unico scopo ,siamo fratelli, cresciuti insieme e questa è stata la marcia in piu’ che ci ha permesso di superare moltissimi ostacoli durante il nostro percorso. Quest’ anno in questo girone di merda cercheremo di  farci le ossa, ma soprattutto di dimostrare coi fatti di essere di un’ altra categoria, perché è facile inneggiare ai tredici anni consecutivi di serie c, ma bisogna riconquistarcela di domenica dopo domenica, con umilta’.

Ora la nord siamo noi e abbiamo la consapevolezza di avere la storia dalla nostra parte e  renderla  ancora piu’ forte e bella rispecchiando i vecchi valori di quella questione da cui è cominciato tutto…una  Questione di Stile.

La storia ci dara’ ragione.


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