Questione di Stile


30-03-2010 NO EURO 2016 IN ITALIA!
30 marzo 2010, 13:04
Filed under: Notizie Ultras
NO EURO 2016 IN ITALIA

Appoggiamo questa battaglia già intrapresa da altri siti Ultras nazionali, portando all’attenzione di tutti questa petizione perché riteniamo che l’organizzazione degli europei del 2016 da parte dell’Italia va assolutamente impedita:

  1. perché andrebbe a vantaggio solo di quei tanti speculatori che già in questi anni hanno contribuito a rendere il nostro calcio in una macchina da soldi utili esclusivamente alle loro tasche, l’europeo rappresenterebbe per questi signori un occasione troppo ghiotta di investimenti speculativi ai danni della collettività (Mondiali Italia 90 insegnano);
  2. perché andrebbe a premiare uno Stato, quello italiano, che in questi anni è stato solo capace di reprimere la passione e l’espressione dei tifosi, con leggi speciali, restrizioni e impedimenti incostituzionali degne di uno stato di polizia. Del resto come si può pensare che uno Stato, i cui organismi di polizia, sono incapaci nel gestire l’ordine pubblico in gare tipo, giusto per fare qualche esempio, Enna – Campobello di Licata (Dilettanti), Juve Stabia – Noicattaro (Lega Pro),Cisco Roma – Juve Stabia (Lega Pro), Benevento-Sorrento (Lega
    Pro), Messina – Acicatena (Dilettanti), Sora – Formia (Dilettanti), Prima Veroli – AB Latina (Lega Due Basket), Battipagliese – Real Poseidon (Dilettanti), Novara – Pro Patria (Lega Pro) o Sporting Scalo – Teramo. Uno Stato del genere, dimostra una mentalità assolutamente autoritaria, e tutta la propria incapacità, non può candidarsi ad organizzare nulla, tanto meno gli Europei del 2016.

Qui sotto trovate la lettera da mandare all’Uefa per cercare di impedire questa ennesima porcata:

Crediamo che l’Italia non abbia il diritto di organizzare gli Europei del 2016. Il nostro governo – attraverso il Ministro dell’Interno – mantiene l’ordine pubblico operando discriminazioni territoriali e chiudendo i settori ospiti.
Molte partite importanti vengono vietate ai tifosi che non vivono nella città dove il match è giocato. 
Stanno facendo tutto questo solo per sostenere il progetto “tessera del tifoso”, che non è dedicato ai tifosi, come dicono, ma è solo finalizzato ad ottenere più soldi da loro.
Gli stadi italiani sono sempre più vuoti in paragone agli anni passati e nelle serie inferiori il calcio sta morendo.
Chiudere i settori ospiti e inserire discriminazioni territoriali per comprare i biglietti, dimostra semplicemente una cosa: l’Italia non può organizzare gli Europei del 2016.
We believe that Italy doesn’t deserve the right to organize Euro 2016.
Our government – through the Interior Ministry – keeps public order operating territorial discrimination and closing away ends.
Lots of important matches are forbidden to fans who don’t live in the city where the game is played.
They are doing this only to support the “tessera del tifoso” project, which is not dedicated to the fans, as they say, but only to get more money from them. 
Italian stadia are the more and more empty compared to past years and in the lower leagues football is dying.
Closing away ends and putting territorial discrimination to buy tickets, simply demonstrates one thing: Italy can’t organize Euro 2016.

copia e incolla il testo in doppia lingua e indirizzalo a:
 info@uefa.com

[tratto da ultrasblog.biz]



27-03-2010 EURO 2016 IN ITALIA?COMUNICA IL TUO NO ALLA UEFA!
27 marzo 2010, 20:35
Filed under: Notizie Ultras

NO EURO 2016 IN ITALIA!NO EURO 2016 IN ITALY!

27-03-2010 Speculazioni, discriminazioni territoriali sulla vendita dei biglietti, stadi vuoti, e una gestione dell’ordine pubblico assolutamente autoritaria, impediscono all’Italia di avere i requisiti fondamentali per organizzare gli Europei del 2016.
Euro 2016 non deve finanziare un sistema corrotto e repressivo.

Comunica il tuo no alla Uefa
relativamente all’organizzazione degli Europei del 2016 in Italia

Il testo sotto, aggiornato periodicamente (l’ultimo aggiornamento è del 27-03-2010), riporta gli ultimi atti di un sistema autoritario e incapace, votato alla speculazione e alla repressione. Ti invitiamo a copiarlo, e ad inoltrarlo via e-mail alla Uefa, all’indirizzo: info@uefa.com

Seleziona il testo

Dear Sirs,
concerning European Championship 2016, do you know that the Italian Interior Ministry can’t keep public order even in the lowest italian leagues? They systematically close the away end to the fans, even in ridicolous matches. How can Italy organize Euro 2016?
27th March 2010. It happened this week.
“Fastweb Casale – Miro Radici Vigevano” (Basket – Lega Due) on April 1, with sale of tickets only to residents in Piemonte Region;
“Crabs Rimini – Umana Reyer Venezia” (Basket – Lega 2) on April 1, with sale of tickets only to residents in Emilia-Romagna Region;
“Cavese-Taranto” (Lega Pro) on April 3, with sale of tickets only to residents in the Province of Salerno;
“Giulianova – Andria” (Lega Pro) on April 3, with sale of tickets only to residents in the Province of Giulianova (TE);
“Pallacanestro Cantù – Caserta” (Basket – A1) on April 3, with sale of tickets only to residents in the Lombardy Region;
For all matches listed above: the tickets (all no-transferable) will not be sold through telematic systems.
About “Lazio – Napoli” (Serie A) on April 3, sale of individual non-transferable tickets only to residents in Lazio Region. The day of the match only the foreigners citizen can buy ticket.
About “Catania – Palermo” (Serie A) on April 3, sale of tickets only to residents in the Province of Catania (maximum of four tickets per person). The tickets (all no-transferable) will not be sold through telematic systems.
About “Isola Liri – Juve Stabia” (Lega Pro) on March 28, sale of match tickets for away section only to residents in the Town of Castellamare di Stabia. The sale of match tickets for all others sections only to residents in the Town of Isola Liri.
About “Arezzo – Perugia” (Lega Pro) on April 3, sale – only in some selected shops – of individual, non-transferable, tickets, only to residents in Tuscany Region.
No restrictions are applied to the holders of “Tessera del tifoso” regular credit card, and to non-resident foreigners.

Testo in italiano

Gentili signori,
in riferimento al Campionato Europeo del 2016, siete a conoscenza che il Ministro dell’Interno italiano non riesce a gestire l’ordine pubblico neppure nelle serie inferiori? Sistematicamente vengono chiusi i settori ospiti, anche nelle partite di dilettanti. Come può l’Italia organizzare Euro 2016?

27 marzo 2010. E’ successo questa settimana.

Il Comitato di Analisi per la Sicurezza nelle Manifestazioni Sportive (il Casms, composto da appartenenti alle forze di polizia italiane) ha vietato le seguenti partite ai tifosi ospiti:

“Fastweb Casale – Miro Radici Vigevano” (Basket – Lega Due) del 1 aprile 2010, con vendita dei biglietti ai soli residenti nella sola Regione Piemonte;
“Crabs Rimini – Umana Reyer Venezia” (Basket – Lega 2) del 1 aprile 2010, con vendita dei biglietti ai soli residenti della Regione Emilia Romagna;
“Cavese-Taranto” (Lega Pro) del 3 aprile 2010, con vendita dei biglietti ai soli residenti nella Provincia di Salerno;
“Giulianova – Andria” (Lega Pro) del 3 aprile 2010, con vendita dei biglietti ai soli residenti nel Comune di Giulianova (TE);
“Pallacanestro Cantù – Caserta” (Basket – A1) del 3 aprile 2010, con vendita dei biglietti ai soli residenti nella Regione Lombardia.
Per tutte le gare sopraelencate i biglietti non potranno essere venduti attraverso i circuiti telematici, e saranno incedibili.

Per “Lazio – Napoli” (Serie A) del 3 aprile, vendita di biglietto singolo non cedibile, ai soli residenti nella Regione Lazio. Il giorno della partita i soli cittadini stranieri potranno acquistare il biglietto.

Per “Catania – Palermo” (Serie A) del 3 aprile, i biglietti potranno essere acquistati solo dai residenti nella Provincia di Catania (massimo 4 biglietti a testa). I biglietti (tutti incedibili) non saranno venduti attraverso i circuiti telematici.

Per “Isola Liri – Juve Stabia” (Lega Pro) del 28 marzo, i biglietti per il settore ospiti saranno venduti ai soli residenti nel Comune di Castellamare di Stabia. I biglietti per tutti gli altri settori potranno essere acquistati solo dai residenti nel Comune di Isola Liri.

Per “Arezzo – Perugia” (Lega Pro) del 3 aprile, vendita – presso alcune rivendite selezionate – di biglietto singolo, incedibile, per i soli residenti nella Regione Toscana.

Da tutte le limitazioni sono esclusi i possessori di regolare carta di credito “Tessera del tifoso”, e gli stranieri non residenti.

[tratto da BoysParma1977.it]



27-03-2010 IRRIDUCIBILI LAZIO
27 marzo 2010, 15:19
Filed under: Notizie Ultras

Aria di cambiamenti nella curva Nord della Lazio.

27/03/10 Lo storico gruppo egemone che da circa 20 anni gestisce in prima linea il tifo del settore più caldo della tifoseria laziale sembra aver deciso di cedere il comando. E’ un passo indietro che era nell’aria, soprattutto alla luce delle pesanti critiche rivolte contro la decisione di lasciare entrare la candidata del centro destra, Renata Polverini (che prima di questa visita passò a salutare Totti a Trigoria…), in curva. Una mossa che contraddiceva in toto l’appello dello stesso gruppo a disertare le urne o quantomeno a non votare centrodestra alle prossime elezioni regionali, per protestare contro l’attuale presidenza, l’odiatissimo Claudio Lotito caldeggiato e sostenuto da Francesco Storace al momento della sua ascesa alla Lazio.
Con gli Irriducibili si aprirono nuove ere in Italia, quelle del merchandising ultras in Italia, della radicalizzazione politica e di nuovi strumenti a uso e consumo dell’ultras, come le radio e le fanzine. La nuova conformazione della curva cambierà a partire dal nome. “Curva Nord Lazio” o “Curva Nord Gabriele Sandri” sarà il nuovo nome e racchiuderà l’intero agglomerato dei gruppi presenti nel settore. “Noi non ci siamo della nostra identità, vogliamo che la curva ritorni allo splendore di una volta e per farlo dobbiamo rimetterci in gioco e in discussione […] Non ci faremo strumentalizzare da politicanti di nessun schieramento politico, perché saremo consapevoli che non saranno loro ad avere a cuore le sorti della Lazio”, recita uno stralcio di un comunicato della curva Nord.

Di seguito vi postiamo il comunicato della Curva Nord Gabriele Sandri:
Dopo anni di luci ed ombre,il settore che racchiude tutti gli animi piu accesi del tifo biancoceleste sta cambiando forma e sostanza…torna la mentalita’ nella culla della nostra tifoseria,NON VOGLIAMO VEDERE MAI PIU gente vestita con TUTE DI ALTRE SQUADRE,ne STENDARDI ORRIBILI FATTI CON LA BOMBOLETTA,niente piu CAPPELLI APPOGGIATI IN TESTA stile coatto antico,MAI PIU SCIARPE LEGATE A BRACCI O VITA..da lazio-siena si cambia volto a una curva da troppo tempo senza mentalita,quindi da mercoledi,chi varca quei cancelli e’ pregato di RISPETTARE certi valori ETICI ED ESTETICI…NOI NON SIAMO I ROMANISTI…NON VOGLIAMO MAI PIU VEDERE SCENE O PERSONAGGI SIMILI NELLA NOSTRA CURVA,chi la pensa diversamente e’ pregato di restarsene a casa o cambiare settore…NOI SIAMO LAZIALI,E DOBBIAMO TORNARE AD ESSERE DEGNI DI REPUTARCI TALI.
UNIAMOCI E RIDIAMO STILE E MENTALITA A QUESTO SETTORE!!

CURVA NORD GABRIELE SANDRI



18-11-2009 ULTRAS E’ AGGREGAZIONE
27 marzo 2010, 15:06
Filed under: Notizie Ultras

L’articolo che segue, del 13 novembre 2009 a firma Roberto Stracca, è stato tratto dal sito internet del Corriere della Sera.

Non ghettizzare un non-movimento che sa aggregare

13/11/2009 Che cosa resta della massiccia (considerando che non c’erano treni e pullman gratis come in altre occasioni, ma tutti sono arrivati con mezzi propri) manifestazione ultrà a Roma? Che fare dopo che oltre seimila ultrà (secondo il tg di La7) hanno attraversato le strade della capitale urlando qualche slogan pesante ma “in modo assolutamente pacifico” (come hanno sottolineato tutti i notiziari televisivi che hanno dato ampio risalto all’evento)? Che ne sarà della tanto discussa “tessera del tifoso” dopo che tanti ragazzi (“se sono uniti non verranno mai sconfitti”, lo slogan mutuato da una canzone degli Sham 69) hanno detto, scritto, urlato il proprio no.
Se gli ultrà fossero un movimento politico, le agenzie di stampa avrebbero già battuto fiumi di dichiarazioni con decine di politici pronti a dire che “è una piazza che deve essere ascoltata”. Qualche politico, a dire il vero, ha manifestato con loro. Come l’ex sottosegretario all’economia, Paolo Cento, esponente di Sinistra e Libertà (ma c’era anche Alessadnro Cochi, delegato allo sport del sindaco di Roma, Alemanno). Ma gli ultrà, in genere, non piacciono troppo ai politici. E non perché ieri hanno scritto “Sì alla tessera del parlamentare”. “Stanno sulle balle – come ha spiegato, tempo addietro, Enrico Brizzi al Corriere- perché ragionano con la propria testa”.
Gli ultras non sono un movimento, come dimostra il fatto che alcune tifoserie si sono dissociate dal corteo di Roma. E forse non lo saranno mai. Troppe divisioni al proprio interno. La sbandierata “mentalità ultras” ha varie interpretazioni a seconda della latitudine del gruppo. Ma sono una grande realtà aggregativa. Forse l’ultima grande polo di aggregazione in una società sempre più liquida. Basti pensare al fatto che tanti ragazzi scelgono di essere ultrà nonostante godano di una pubblicistica peggiore dei terroristi.
Certo in mezzo c’è chi ne approfitta per far propaganda politica, chi delinque perché delinque abitualmente, chi spaccia droga, chi compie atti violenti perché violento. Vanno puniti con lo stesso metro di giudizi di chi compie simili atti per strada, in discoteca, in un pub. Senza che nessuno chieda che si chiudano, strade, discoteche e pub o che Altrimenti andrebbero chiuse discoteche, e via discorrendo. Una politica di pura repressione non porta da nessuna parte. Anzi fa solo il gioco di chi vuole pescare in acque torbide. C’è stato un momento di leggi speciali necessarie dopo la tragica morte dell’ispettore Raciti. Ma non si vive di emergenza. Né ghettizzando una forza viva per colpa delle mele marce.



22-03-10 I DELIRI DEL GIORNALE DI BERLUSCONI
23 marzo 2010, 15:20
Filed under: Notizie Ultras

22-03-2010 Una volta si tirava solo in porta. Più recentemente si tira troppa cocaina. Sono i due estremi, tra passato romantico e modernismo equivoco. In mezzo ai due estremi, si tira comunque a campare. Il nostro calcio se la suona e se la canta con i soliti progetti per uscire dalla crisi, ma gratta gratta siamo sempre fermi ai progetti edilizi. Stadi nuovi, servono stadi nuovi: pare che il problema sia tutto racchiuso lì, negli impianti scomodi e obsoleti di proprietà comunale. Da quello che raccontano i presidenti, basta dare il via libera alle nuove costruzioni per rimettere le cose a posto. Fatto lo stadio nuovo, di proprietà, il calcio italiano torna forte e glorioso.
Può pure darsi che la stadio nuovo richiami davvero garrule famigliole e dame di San Vincenzo. Nessuno però spiega come dagli stadi nuovi resteranno fuori i poteri forti degli ultrà. Si sorvola, su questo problema. Che però è e resta il vero problema. Quando l’ha detto Fabio Capello, in un convegno a Parma di qualche tempo fa, molti pensatori si sono limitati a dire che il ct inglese non perde occasione per dimostrarsi sgradevole e brutale. Difatti, basta guardarsi in giro per capire quanto gretto e malevolo sia quest’uomo. Nel giro di pochi giorni, il nostro calcio ha fatto di tutto per svergognarlo. Gli ultrà dell’Atalanta scrivono una lettera pubblica per intimare ai giovani presidenti Ruggeri di vendere il pacchetto di maggioranza. Gli ultrà della Juve chiamano a rapporto Bettega e Del Piero intimando loro di mettere subito in quarantena, meglio dentro un forno a microonde, gli odiosi Zebina, Melo e Cannavaro. Da parte sua, la Juve del nuovo corso reagisce subito nel modo più fermo, perché sia chiaro che non c’è il minimo spazio per imposizioni e minacce: con gesto inequivocabile, richiama pubblicamente i tre giocatori a non mancare più di rispetto verso gli ultrà.
Sono solo gli ultimissimi episodi, ma tutti sappiamo che la lista è lunghissima. Meglio: sappiamo che non sono episodi. Sono i nuovi equilibri istituzionali del calcio italiano. Gli ultrà dettano la linea. Gli ultrà lanciano messaggi, stilano pubblici proclami, impongono scelte di panchina e di formazione. Vogliamo ricordare, come esempio riassuntivo ed esaustivo, la bella vita che Lotito e la sua famiglia conducono ormai da mesi, da anni, grazie al simpatico tifo del caloroso pubblico laziale?
A questo punto, io mi schiero: è il momento di rendere meno farraginoso il meccanismo di funzionamento. Visto che le società sono di fatto controllate dagli ultrà, visto che gli azionisti veri sono nettamente meno influenti degli esterni, vediamo dunque di aprire i consigli di amministrazione ai Wild Kaos e ai Drughi, ai Delirium e ai Forsennati. Si sa che le azioni non si contano, ma si pesano: queste piccole rappresentanze non hanno in mano alcuna azione, o ne detengono pochissime, per puro atto simbolico, ma ormai detengono il cento per cento della gestione. Quando serve, sono subito pronte a far pesare le loro particolarissime azioni, che non danno diritto di voto in assemblea, ma sono altamente dimostrative al di fuori. Il vero potere è lì. Non si sposta una Bic senza che loro prima abbiano approvato. Se Del Neri decide di lasciar fuori Cassano, per motivi suoi, deve comunque prepararsi a risponderne: se la curva disapprova, la società disapprova. La posizione ufficiale della Samp è quella degli ultrà. Del Neri impari a capire chi comanda. Veda di fare subito la pace con Cassano, altrimenti si prepari a fare le valigie. E caso mai qualche mister non capisse bene la linea, ci si vede al campo per quattro chiacchiere contro la rete, prima di salire in macchina: lì, ormai, si decidono i giochi, non sui tavoli del Cda.
Cambiare sistema? Mi sembra ormai veramente troppo tardi. Complicato tornare indietro. Si fa prima a regolarizzare la situazione, rendendola più agile ed esplicita. Chi comanda deve sedere nel consiglio di amministrazione, non ci piove, altrimenti ogni decisione diventa complicata e macchinosa. Gli ultrà hanno vinto, bisogna cooptarli. Solo così il nostro calcio dimostra di interpretare il cambiamento: una volta i tifosi erano patrimonio delle società, adesso le società sono patrimonio dei tifosi.

[tratto da ultrasblog.biz]



22-03-10 OMICIDIO RACITI,MICALE CONDANNATO A 11 ANNI
22 marzo 2010, 14:58
Filed under: Notizie Ultras

(ANSA) – CATANIA, 22 MAR – La prima Corte d’assise, accogliendo la richiesta del pm Bonomo, ha condannato a 11 anni Daniele Natale Micale.La condanna a conclusione del processo per l’uccisione dell’ispettore di polizia Filippo Raciti,ucciso durante gli scontri del 2 febbraio del 2007 durante il derby di calcio Catania- Palermo. Micale e’ accusato di omicidio preterintenzionale. Della morte dell’ispettore e’ accusato anche Antonino Speziale,gia’ condannato a 14 anni.



22-03-10 CASO UVA
22 marzo 2010, 14:38
Filed under: Notizie Ultras

Caso Uva:rincorso e poi picchiato prima di essere caricato su una delle macchine delle forze dell’ ordine.

22-03-2010 E’ stato rincorso e poi picchiato prima di essere caricato su una macchina delle forze dell’ordine. Giunto in caserma è stato pestato di nuovo. Un testimone racconta di un lasso di tempo lunghissimo nel quale si sentivano distintamente le urla del malcapitato provenire da un’altra stanza. Stiamo parlando del fermo di Giuseppe Uva morto il 14 giugno 2008 dopo le percosse subite in una stazione dei carabinieri e il ricovero coatto in una struttura psichiatrica. La vicenda è stata resa nota ieri da Luigi Manconi dopo che l’avvocato Fabio Anselmo, lo stesso che ha seguito il caso di Federico Aldovrandi e Stefano Cucchi, ha assunto il patrocinio legale a nome della famiglia. Giuseppe Uva aveva 43 anni e la sera del fermo aveva fatto le ore piccole. Alle tre di notte forse era un po’ brillo mentre si aggirava per le strade di Varese a fare “bischerate”, come in Amici miei . Ricordate il film di Mario Monicelli, girato nel 1975, dove cinque amici ormai cinquantenni si divertono a organizzare scherzi goliardici in giro per la città? Una delle ultime pellicole della commedia all’italiana dove si descriveva un paese ancora in grado di ridere di sé. Una risata piena e disperata, consapevole di una condizione umana ormai persa in un mondo senza grandi prospettive. Le «zingarate» dell’allegra brigata erano una fuga per non morire di tristezza. Un tentativo d’annegare la disillusione in un riso intriso di malinconia. In quell’Italia lì si poteva finire in caserma o in carcere per tante ragioni, spesso politiche, ma non ancora per ridere. Non erano tempi terribili e cupi come quelli dell’Italia attuale, dove un ragazzo che rientra da un concerto, come è accaduto a Federico Aldovrandi , viene fermato sul ciglio del marciapiede di una strada di Ferrara e massacrato da alcuni poliziotti. Dove un artigiano mite che lavorava il legno come Aldo Bianzino , uno che viveva nel suo casolare umbro senza dare disturbo a nessuno, viene arrestato perché nel suo orto crescevano delle piante di marijuana che consumava solo per sé. Portato in carcere lo ritroveranno morto in cella. L’autopsia segnalerà la presenza di traumi interni, lacerazioni del fegato e degli altri organi dell’addome, manifesta conseguenza di percosse subite. A Riccardo Asman non è andata meglio. Affetto da problemi psichiatrici, mostra segni di forte euforia spogliandosi e tirando petardi dalla finestra di casa, da dove fuoriesce anche musica ad alto volume. L’intervento del 113 finisce in tragedia. L’uomo muore soffocato con le caviglie legate da fil di ferro, le pareti dell’abitazione sporche di sangue e il corpo devastato da brutali percosse praticate con oggetti contundenti. Stefano Cucchi , invece è morto disidratato, segnalano i referti, nell’indifferenza e l’incuria di un ospedale penitenziario. Il suo corpo era martoriato da lesioni, fratture ed ematomi. Traumi subiti dopo il suo fermo mentre era nelle mani di chi doveva assicurarne la custodia.
Giuseppe Uva pare avesse spostato delle transenne in mezzo alla via. Non aveva commesso reati, al massimo una violazione al codice della strada. Per questa bischerata è morto. Il suo decesso ricorda quello di Francesco Mastrogiovanni , il maestro anarchico di Castelnuovo Cilento anche lui fermato per futili motivi e condotto nell’ospedale di Vallo della Lucania dove è deceduto durante un Tso. L’autopsia ha rivelato la presenza di un edema polmonare. Mastrogiovanni era rimasto legato per giorni su un letto di contenzione, lacci ai polsi, contro ogni regola. Qualcosa del genere è accaduta anche a Giuseppe Casu , l’ambulante cagliaritano fermato e poi ricoverato a forza perché non voleva lasciare la sua bancarella vicino al municipio. Sette giorni di letto di contenzione, farmaci somministrati contemporaneamente e in dosi elevate l’hanno ucciso. Queste morti hanno tutte un filo comune: colpiscono piccoli consumatori di droghe, persone con disagi psichiatrici o individui percepiti dalla comunità come “diversi”, troppo originali. Insomma segnalano un problema d’intolleranza e disprezzo verso popolazioni stigmatizzate, fasce considerate immeritevoli di rispetto e diritti. Sollevano poi l’irrisolto problema degli apparati di polizia pervasi da culture sopraffattrici, specchio di un’epoca dove la spoliticizzazione ha aumentato a dismisura il grado di violenza che pervade i rapporti sociali. Infine sollevano un paradosso: una legalità eretta a tabù si rovescia nel suo esatto contrario.

Paolo Persichetti

[tratto da osservatoriorepressione.org]