Questione di Stile


27-03-10 CALCIO NEL CAOS
27 marzo 2010, 15:25
Filed under: No alla TESSERA del TIFOSO!

27/03/2010 Chi spinge per la Tessera del tifoso sostiene, certo in buona fede, che la sua introduzione contribuirà a portare più spettatori negli stadi. Verrebbero meno, infatti, le limitazioni imposte dal Casms e dall’Osservatorio. Più tessere ci saranno e meno porte chiuse si vedranno, questo il crudo assioma che si intende far passare.
Il documento sembra ormai in dirittura d’arrivo e dovrebbe essere reso obbligatorio per tutti i club professionistici a partire dalla stagione 2010-2011. Calciopress non può che ribadire il suo dissenso, da tempo dichiarato, alla diffusione della Tessera in generale e al suo utilizzo nelle serie minori (Prima e Seconda Divisione di Lega Pro) in particolare.
La premessa di questa (più o meno accettabile) presa di posizione è che il tifoso non appartiene a una categoria certificabile con un documento. Cambiare il calcio con certi (discutibili) sistemi, applicati per di più ope legis (in forza di legge) senza penetrare lo spirito che anima chi gli stadi di fatto li riempie, configura un’impresa fallimentare già in partenza. Bisognerebbe decidersi una buona volta a chiarire questo basilare concetto.
La Tessera del tifoso imposta obbligatoriamente a quei pochi che in Italia hanno ancora la voglia di andarsi a gustare il calcio dal vivo, come confermano stadi ormai trasformati in tetre cattedrali nel deserto, è un vero controsenso. Viene da chiedersi se certe persone sappiano davvero cosa significhi essere tifosi. Tanto più quanti si sono liberamente assunti l’onere (l’onore) di stabilire le linee guida del “nuovo calcio” e continuano a imporre le regole restandosene asserragliati nelle loro torri d’avorio scollegate dalla realtà quotidiana.
Il primo passo da cui muoversi sarebbe, per costoro, avere piena contezza della tipologia di utilizzatori del prodotto che intendono (pervicacemente) trasformare in un oggetto amorfo che ne snatura i connotati.
“Si è tifosi della propria squadra perché si è tifosi della propria vita, di se stessi, di quello che si è stati, di quello che si spera di continuare a essere. E’ un segno, un segno che ognuno riceve una volta per sempre, una sorta di investitura che ti accompagna per tutta la vita, un simbolo forte che si radica dentro di te, insieme con la tua innocenza, tra fantasia, sogno e gioco”. E’, questa, la fine riflessione del poeta Giovanni Raboni. Tutti farebbero bene ad andarsela a rileggere, una volta ogni tanto
Nick Hornby, lo scrittore inglese supertifoso dell’Arsenal e autore del libro cult Febbre a 90, ci offre un altro interessante motivo di meditazione. ”Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente. Senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sè”.
C’è infine un aforisma di Blaise Pascal, “il cuore ha le sue ragioni, ma la ragione non riesce a capirle”, che riassume con efficace sintesi gli imperscrutabili motivi che spingono il tifoso ad amare ciò che ad altri non parrebbe meritevole di essere amato. A legare il proprio destino, indissolubilmente, con quello della propria squadra del cuore.
Per queste e per molte altre ragioni non può (non potrà) mai essere una banale Tessera, per di più imposta dall’alto per obiettivi non condivisibili nè condivisi dalla maggioranza, a definire se il sostenitore di una squadra di calcio purchessia possa fregiarsi dell’appellativo di tifoso.
Essere tifosi vuol dire appartenere a una categoria dell’anima e dunque difficile, se non impossibile, da incasellare. Per questo chi dirige una squadra di calcio dovrebbe avere la consapevolezza di mettersi a capo di un’azienda speciale, che nulla ha a che vedere con le normali attività imprenditoriali.
Finchè questi concetti non saranno assimilati da chi a vario titolo occupa le stanze dei bottoni e non sarà chiaro il senso della peculiare mission che ci si assume, in Italia la deriva del calcio e il vuoto degli stadi saranno inarrestabili.
[tratto da calciopress]



23-03-10 TESSERA OBBLIGATORIA
23 marzo 2010, 20:31
Filed under: No alla TESSERA del TIFOSO!
 

23-03-2010 Tessera del tifoso, meglio essere chiari e spiegare ai tifosi che dalla prossima stagione la famosa “card” sarà obbligatoria per chi vuole fare l’abbonamento (anzi lo sostituirà) e sarà egualmente indispensabile per chi vorrà andare in trasferta al seguito della sua squadra del cuore e seguire la partita nel settore ospite (si può acquistare però un biglietto per un altro settore, sempre che sia disponibile). Questo non è stato detto dopo la riunione della scorsa settimana al Viminale, sinora c’è stata poca comunicazione, molta confusione che ha scatenato anche proteste di piazza: dalla prossima stagione calcistica, i club saranno obbligati a sostituire l’abbonamento con la tessera del tifoso (che in più ha la fotografia, tanto chi fa l’abbonamento è già costretto a dare i suoi dati anagrafici e quindi cade l’ipotesi di un’ ulteriore schedatura). I tifosi che non accettano, non potranno avere l’abbonamento. Viminale e Lega Calcio dovrebbero fare chiarezza. Non è una cosa facoltativa, interessa decine di migliaia di persone. Inoltre, merita ricordare come non potranno avere la tessera le persone con Daspo o misura di prevenzione in vigore, nonchè i condannati per i reati da stadio negli ultimi 5 anni (in questo caso il periodo di Daspo scontato è decurtato dai 5 anni). Prima si spiega, meglio è. I club si stanno attrezzando: Milan, Inter e Siena già lo hanno fatto, Fiorentina e Juventus sono a buon punto. Gli altri, non hanno alcuna alternativa (e speriamo solo che nessuno ci speculi).

Ci è stato assicurato, da fonti del Viminale, che stavolta non ci saranno più deroghe. Il ministro Roberto Maroni non farà alcun passo indietro. Dopo il summit dell’altro giorno, ora sono previsti tavoli tecnici, e un’altra riunione (l’ultima?) più avanti. Bisogna trovare soprattutto un sistema, anche informatico, che sia compatibile in tutti gli stadi: ogni impianto infatti avrà dei varchi dedicati ai possessori della tessera del tifoso. E che succederà con le trasferte proibite? Dovrebbero essere pochissime, in tutto circa una decina all’anno, mentre ancora in questa travagliata stagione ci sono stati numerosi stop che hanno colpito soprattutto i tifosi di Atalanta, Roma, Napoli e Genoa. Così come in futuro non ci dovrebbero più essere quelle restrizioni, sovente assurde, nella vendita dei biglietti (solo residenti in Regione, o provincia, un tagliando a testa, niente stranieri, eccetera) che hanno scatenato sovente le proteste di tifosi. O, almeno, diciamo che le restrizioni dovrebbero diminuire di molto. Tutto dovrebbe essere più facile con la tessera del tifoso. Che sarà gratis, o a basso costo. Anche perchè, non dimentichiamolo, interesserà i sostenitori più fedeli. Un esempio, per capire meglio: il Casms ha chiuso la trasferta a Bologna ai tifosi della Roma dopo gli incidenti di Livorno. Cosa sarebbe successo se la tessera del tifoso fosse già stata in vigore? La trasferta sarebbe stata aperta. Ma la tessera dovrà essere revocata a chi viene scoperto a commettere incidenti, o devastazioni sui treni, o saccheggi negli autogrill. Chiaro? Lo speriamo. Così come speriamo che, come promesso, prima o poi vogliono ascoltare anche la voce dei tifosi. Coraggio dunque. E preparate le foto tessera per fare l’abbonamento…

Platini resta in Uefa, via libera per Blatter
Michel Platini è pronto a ricandidarsi alla presidenza della Uefa. Secondo “L’Equipe”, Le Roi annuncerà ufficialmente di voler correre per un nuovo mandato di quattro anni giovedì prossimo, in occasione del Congresso della Uefa a Tel Aviv. La sua battaglia per il fair-play finanziario e l’aver ottenuto anche l’appoggio della Federcalcio tedesca potrebbero trasformare le elezioni del prossimo anno in un plebiscito a favore della conferma di Platini. Blatter, 73 anni, in carica dal 1998, ha già iniziato la campagna elettorale: è stato in Arabia Saudita, ora andrà in Giordania e Israele. Il prossimo anno, quando si vota, non avrà un rivale pericoloso come Platini.

Bocce, e ora un Mondiale nel nuovo centro-gioiello
Una grande soddisfazione per Romolo Rizzoli, presidente delle bocce, in Italia e nel mondo. Il nuovo Centro federale di Roma, zona Eur, è una realtà: è stato inaugurato la scorsa settimana dal sindaco Gianni Alemanno, presente anche tutto il vertice del Coni (Petrucci e Pagnozzi). Un impianto che è un gioiellino, ancora da completare. Si tratta di un impianto dotato di numerosi servizi (c’è anche una foresteria e un ristorante), unico al mondo per questo sport, che dispone di 24 campi di gioco per tutte le specialità. Adesso Rizzoli sta pensando di organizzare proprio alla Coverciano delle bocce un campionato mondiale: probabile a settembre, probabile che riguarda la specialità raffa, la più diffusa in Italia. Inoltre in occasione del Mondiale si terrebbe anche il congresso della Cbi, confederazione boccistica internazionale. Si occupa della raffa e il presidente è Rizzoli.



19-03-10 TESSERA DEL TIFOSO,PIANO D’AZIONE
22 marzo 2010, 14:32
Filed under: No alla TESSERA del TIFOSO!

19/03/2010 Un piano d’azione in cinque punti per favorire la diffusione della Tessera del tifoso, che diventerà obbligatoria dall’inizio della stazione calcistica 2010-2011. È stato elaborato nel corso di una riunione del tavolo tecnico al Viminale, svolta su richiesta del presidente della Lega nazionale professionisti, Maurizio Beretta.
Questi i punti condivisi dal mondo del calcio e dal ministero dell’Interno e che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti.
1) PIANO DI COMUNICAZIONE – È stata condivisa l’esigenza di accompagnare il percorso di adozione della Tessera da un piano di comunicazione che dovrà vedere protagoniste le società sportive finalizzato a mettere in luce, viene spiegato, «tutte le positività di questo simbolo di attaccamento alla propria squadra che, in altri paesi come Spagna ed Inghilterra, ha contribuito a creare vere e proprie comunità di tifosi animati dalla passione per il proprio club».
2) TECNOLOGIA – La Tessera del tifoso, come strutturata nel programma varato dall’Osservatorio, è già pronta per essere utilizzata come strumento per acquistare i biglietti, d’identificazione all’ingresso allo stadio, di accesso alle corsie preferenziali riservate e di fruizione di tutte le agevolazioni erogati dai club. Nell’ambito del tavolo di lavoro sarà, comunque, presente un gruppo di esperti in tecnologie per stabilire meccanismi di dialogo tra tutte le tessere così da realizzare quella circolarità a livello nazionale che consentirà l’accesso in tutti gli stadi dotati di sistemi informatici di accesso senza acquistare il biglietto cartaceo ma semplicemente caricandolo sulla propria tessera del tifoso.
3) REQUISITI DI ACCESSO AL PROGRAMMA – In merito ai motivi ostativi è stata confermata la linea che esclude dal programma solo le persone con Daspo o misura di prevenzione in vigore, nonchè i condannati per i reati da stadio negli ultimi 5 anni (in questo caso il periodo di Daspo scontato è decurtato dai 5 anni).
4) LIMITAZIONI ALLA VENDITA DEI BIGLIETTI – Gli aderenti al programma saranno esclusi da eventuali prescrizioni dettate dalle Autorità di Pubblica Sicurezza in materia di divieto di trasferta o limitazione nella vendita dei tagliandi fermo restando che eventuali comportamenti non conformi determineranno l’esclusione dal programma su iniziativa della società stessa.
5) DIALOGO CON LE TIFOSERIE – In una prospettiva di apertura al dialogo con i tifosi, gli intervenuti hanno condiviso l’esigenza di esaminare in sede di Osservatorio modelli organizzativi delle società sportive che si occupino, in via esclusiva, dei propri tifosi alla stregua di veri e propri clienti verso i quali promuovere iniziative che agevolino l’accessibilità agli eventi, la fruibilità agli stadi con conseguente miglioramento delle condizioni di sicurezza.

 



18/03/10 TESSERA DEL TIFOSO AL VIA DALLA PROSSIMA STAGIONE
18 marzo 2010, 12:55
Filed under: No alla TESSERA del TIFOSO!

Domani al ministero degli Interni primo tavolo tecnico

(ANSA) – FIRENZE, 18 MAR – La Lega calcio auspica che tutte le societa’ di A e B siano pronte per la tessera del tifoso dalla prima giornata della prossima stagione. Il dg della Lega Marco Brunelli ha annunciato che domani a Roma, presso il Ministero degli Interni, si terra’ il primo tavolo tecnico su questo argomento. All’incontro prenderanno parte Lega, Coni, Figc e ministro degli Interni. La riunione dovra’ servire a chiarire alcuni aspetti pratici della tessera del tifoso, ad iniziare dalla sua circolarita’.



14/11/2009 1° MANIFESTAZIONE “NO alla TESSERA del TIFOSO” A ROMA
15 marzo 2010, 21:05
Filed under: No alla TESSERA del TIFOSO!

 

Comunicato ufficiale emanato tramite mail a tutti i gruppi che già avevano confermato la propria partecipazione alla manifestazione.

Manifestazione Ufficiale “No alla tessera del tifoso ” – Roma 14 Novembre 2009 –

Con questa mail speriamo che tutte le informazioni utili alla , riuscita ottimale , della manifestazione da tutti o quanto meno la stragrande maggioranza ,i presenti nell’incontro di Roma del 5 settembre 2009 , concordata ; possano esservi di aiuto e di coordinamento . In base alla richiesta da noi presentata, presso gli uffici della questura di Roma, ci è stato dato parere favorevole e autorizzata la data del 14 Novembre 2009 come giornata da utilizzare per compiere un altro passo importantissimo per il nostro panorama Ultras e sopratutto per la libertà di tutti i tifosi Italiani .

Come concordato a Roma il 5 settembre , vi confermiamo le modalità di adesione che dovranno esser rispettate affinchè per gli organizzatori possa diventare quantomeno più semplice la preparazione dell’evento.

Modalità di adesione alla manifestazione :

– Comunicazione obbligatoria del numero dei partecipanti che partiranno da ogni città della penisola e delle isole, per prender parte alla manifestazione .

– Nomina di 1 o più responsabili di ogni gruppo e/o curva organizzata che andranno a svolgere un servizio d’ordine interno della propria tifoseria e comunicarli agli organizzatori . ( le persone addette al servizio d’ordine interno di ogni gruppo dovranno presentarsi al luogo di ritrovo insieme agli organiozzatori edlla manifestazione per un organizzata    generale )

– T-Shirt e/o Felpa di colore Bianco con : LATO FRONTALE scritta ( NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO ) colore nero – Font a Scelta ( basta che sia leggibile )

-LATO RETRO scritta ( NOME DELLA PROPRIA CITTA’ ( a scelta in aggiunta anche il nome del gruppo) colori della propria squadra     ESEMPIO: Roma ( colore giallo-rosso ) e sotto a scelta Curva Sud Roma ecc..ecc..

– Assolutamente vietate maglie ,bandiere,sciarpe e chi più ne ha più ne metta ,raffiguranti personaggi e/o ideologie politiche ( cerchiamo di non fare caxxate )

– No campanilismo durante l’incontro , lo svolgimento , e la fine della manifestazione

– Sarà possibile portare uno striscione contro la tessera del tifoso per ogni città , curva e/o gruppo organizzato dietro cui identificarsi .

TUTTE LE INFORMAZIONI,PER L’ADESIONE,RICHIESTE DEVONO PERVENIRE PRESSO QUESTO INDIRIZZO EMAIL ( IN TEMPI RELATIVAMENTE BREVI ).

Percorso prestabilito Manifestazione ” NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO “

Roma – 14 Novembre 2009 –

Ritrovo Ore 10:00 P.zza Esquilino

– Partenza da P.zza Esquilino

– via Cavour

– L.go Corrado Ricci

– via dei fori Imperiali

– via Celio Vibenna

– S.Gregorio

– P.zza Porta capena

– via dei Cerchi

– Arrivo in P.zza Bocca della Verità

 Il percorso assegantoci possiamo garantire a tutti i partecipanti che toccherà punti nevralgici e di rilevante importanza per la nostra battaglia ( inutile dirvi che chiedere un arrivo sotto il parlamento è stato inutile – Roma come molte città Italiane per manifestazione di questo livello ha percorsi prestabiliti e insindacabili ).

La manifestazione , a seguito del corteo che ci porterà sino a P.zza Bocca della verità dove verrà allestito un palco, continuerà fino alle ore 15:00 con dibattiti e argomentazioni da parte degli Ultras e di esponenti di rilevante importanza nell’ambito dell’entrata in vigore della TESSERA DEL TIFOSO .

 -Per tutti coloro che si recheranno a Roma in treno , consigliamo di scendere alla Stazione Termini e proseguire per Via Cavour ( vi porterà direttamente su P.zza Esquilino )

-Per tutti coloro che si recheranno a Roma con Bus organizzati a breve ( stiamo attendendo la risposta della DIGOS ) vi faremo sapere i 2 punti di appoggio per poter parcheggiare i Bus e recarvi poi in Metropolitana verso il luogo di ritrovo ( staz. metropolitana di fermata Termini ) e proseguire a piedi in via Cavour fino a P.zza Esquilino.

– Per tutti coloro che si recheranno a Roma con mezzi propri auto-minibus consigliamo di appoggiarsi ai due punti di ritrovo sopra mensionati per comodità di parcheggio.

– Per tutti coloro che vogliono fare di testa propria …esiste Google map’s !!

Ecco il racconto della manifestazione tenutasi oggi nella Capitale.

Roma – Una t-shirt bianca con su scritto “No alla tessera del tifoso“, e sul verso il credo che li muove: “Se i ragazzi sono uniti non saranno mai sconfitti”; nessuna sciarpa o vessillo di parte. Così oltre 300 [Gruppi? ndr] ultras di tifoserie di calcio provenienti da tutta Italia si sono presentati a Roma per manifestare contro la “tessera del tifoso”, il provvedimento che introduce, dal 2010, lo strumento indispensabile per la regolamentazione di accesso agli stadi. Juventus, Inter, Lazio, Roma, ma anche Latina, Frosinone, Fano, Casarano, Gubbio, Fermo. Da nord a sud, “divisi dai colori, uniti dal pensiero” – come recitava uno dei tanti striscioni – le migliaia di tifosi (5000 secondo le forze dell’ordine) hanno sfilato per le vie del centro di Roma a partire da piazza dell’Esquilino, passando per via Cavour, Fori Imperiali, Colosseo e Circo Massimo, fino alla Bocca della Verità, scortati dalle forze di polizia e rigorosamente guidati dal servizio d’ordine della manifestazione. Chi si aspettava incidenti e tafferugli è rimasto sorpreso. Gli organizzatori avevano raccomandato con un volantino di non rilasciare dichiarazioni alla stampa e di attenersi solo ai cori lanciati dal megafono. E così è stato: tanta rabbia nelle urla dei manifestanti e qualche fumogeno, ma nulla più (solo qualche momento di tensione in via Cavour, subito sedato, quando alcuni fotoreporter e telecamere hanno tentato di uscire dagli spazi “consentiti” per le riprese).

Bersagli preferiti le forze dell’ordine, i giornalisti, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e l’agente della polizia Luigi Spaccarotella, omicida del tifoso laziale Gabriele Sandri. Proprio il ragazzo romano ucciso l’11 novembre di due anni fa nell’area di servizio Badia al Pino è stato invece sostenuto a gran voce dai manifestanti: “Giustizia per Gabriele” e “Gabriele uno di noi” le grida scandite. Cori anche a favore di Stefano Cucchi, il ragazzo romano morto in nella sezione detentiva dell’ospedale Sandro Pertini lo scorso 22 ottobre.
Tra i partecipanti anche il delegato allo sport del Comune di Roma Alessandro Cochi, e l’ex deputato Paolo Cento.  “La tessera del tifoso è una schedatura di massa che allontana le famiglie dallo stadio – ha detto Cento -. Dobbiamo riportare le famiglie allo stadio e valorizzare la passione popolare; le curve sono un antidoto alla violenza se possono tornare a fare il tifo per la propria squadra. Governo e Parlamento devono aprire un dialogo con questa realtà di tifosi”. “Il clima è sereno – ha aggiunto Lorenzo Contucci, avvocato penalista che segue le cause degli Ultras -, l’importante è che tutto sia filato liscio, nonostante la rabbia e il clima di esasperazione”. Giunti in piazza della Bocca della Verità, i tifosi hanno fatto sentire ancor più forte la loro voce. Le richieste: in primis la riforma dell’articolo 9 della legge Amato (legge n. 41 del 2007), che istituisce una sorta di diffida a vita e che impone a chi ha ricevuto un Daspo o una condanna il divieto di accesso allo stadio; poi il ritorno di tamburi, megafoni e striscioni negli stadi.
Dalle curve il “no” alla tessera del tifoso è sceso in piazza: ora la “palla” passa nelle mani delle Istituzioni.



LETTERA INFORMATIVA SULLA TESSERA DEGLI AVVOCATI/ULTRAS PER LE SOCIETA’ DI CALCIO
15 marzo 2010, 20:48
Filed under: No alla TESSERA del TIFOSO!

Al fine di spronare tutte le società calcistiche a non sottoscrivere la “Tessera del Tifoso” e ad opporvisi, finché questa sarà concepita come strumento di repressione di massa, consigliamo tutti i Gruppi ultras e tutti i club di tifosi d’inoltrare ai dirigenti delle rispettive società due documenti (visibili e scaricabili più sotto), redatti dagli avvocati Adami e Contucci, e messi a disposizione dei tifosi di tutt’Italia. Il primo analizza la “Tessera del Tifoso” evidenziandone le specifiche criticità; il secondo formalizza una proposta alla società che ne è destinataria: a non sottoscrivere e ad opporsi alla “Tessera del Tifoso”, fino a quando non sarà modificato l’art. 9 delle Legge Amato (41/07).

” 1)ANALISI TESSERA DEL TIFOSO”

1. storia, 2. cos’è la tessera del tifoso? 3. come la dipingono, 4. i fondamenti normativi della tessera del tifoso, 5. i profili di criticità della norma, 6. che fare?

1. STORIA

Gli anni ’80 in Inghilterra evidenziano l’aumento della repressione nei confronti dei cosiddetti hooligans, aumento attuato attraverso tre vie: l’inasprimento delle leggi per i reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni calcistiche, l’irrigidimento dei magistrati di fronte a reati di questo tipo, l’introduzione della “membership card”.

Sotto il primo profilo la condotta criminosa cominciava ad essere inquadrata secondo parametri edittali di pena diversi a seconda del contesto in cui veniva posta in essere: lanciare una monetina a Trafalgar Square comportava una multa di una manciata di £, mentre lanciarla allo Stanford Bridge (stadio del Chelsea FC) comportava una pena detentiva ed un giudizio accelerato che in Italia chiameremmo “per direttissima”.

Parimenti iniziava a cambiare anche l’applicazione in concreto della pena: se nel corso degli anni ’70 l’arrestato allo stadio riacquistava la libertà dopo una notte in cella di sicurezza e con il pagamento di una multa, ecco che la rissa tra Manchester United e West Ham sul traghetto diretto in Europa veniva per la prima volta punita con sei anni di reclusione (sentenza storica che ha fatto però da punto di riferimento per molte altre successive pronunce).

Il Chelsea FC fu società pilota nell’introduzione della “membership card”: una sorta di affiliazione al grande mondo dei Chelsea fans che nella sua concretezza, però, diventava un presupposto indefettibile per acquistare l’abbonamento alla stagione sportiva oppure il biglietto per la singola partita. Trattandosi di una sorta di contratto normato dalla disciplina civilistica britannica, la società Chelsea FC  poteva rifiutarsi di concedere la “membership card” a singoli tifosi che risultavano non graditi, ad esempio,  per pregresse intemperanze o comportamenti connotati da violenza/ubriachezza.

2. COS’E’ LA TESSERA DEL TIFOSO?

Esteticamente appare come un vero e proprio bancomat/carta di credito. Ha la funzione di regolamentare preventivamente l’accesso agli stadi. 

Solo chi ha i requisiti necessari per acquistare la tessera del tifoso, poi potrà avere il diritto di acquisire l’abbonamento stagionale o il biglietto per la singola partita.

Sotto il profilo strettamente giuridico è un contratto tra singolo tifoso e società organizzatrice dell’evento sportivo che può essere la stessa società sportiva (ad es. Udinese Calcio) ovvero la società di capitali preposta (ad es. Milan Entrateinment spa).

E’ chiaro che l’intenzione in seno al Ministero degli Interni ed alle Federazioni  professionistiche italiane sia quello di diffondere il più possibile la tessera a partire dalla prossima stagione. Così il Ministro Maroni (31/10/08): “In futuro si dovrebbe entrare allo stadio solo con l’abbonamento o con questo tesserino che garantisce chi è il tifoso – ha spiegato il ministro -. Vogliamo che tutte le squadre facciano investimenti in questo senso: capisco che è un sacrificio, ma noi le supporteremo e non accadra’ che all’ultimo giorno qualcuno chieda un rinvio. Se le squadre non daranno seguito al progetto rimarranno penalizzate“. Lombardo LegaPro (22/04/09) “sarà ufficialmente adottata dalla prossima stagione”.

Incuriosiscono le dichiarazioni di Macalli (Presidente LegaPro) -21/04/09-: “Abbiamo 15 stadi a norma in Prima Divisione e 10 in Seconda Divisione, speriamo di risolvere il problema sicurezza negli stadi con la Tessera del Tifoso”. Cioè: risolviamo il problema sicurezza diminuendo l’afflusso allo stadio….

3. COME LA DIPINGONO?

Dalle determinazioni dell’osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e sul sito della prima Tessera del Tifoso già in vigore (Cuore Rossonero per l’AC Milan) emerge l’intento di “creare una tifoseria selezionata”,  di non far subire ai “veri sportivi” le restrizioni sulle trasferte (già applicato per Atalanta- Inter[1], Napoli- Milan e Catania- Milan ad es. ove hanno potuto seguire la squadra in trasferta solo i tifosi muniti di Tessera del Tifoso)[2], di rafforzare la fidelizzazione al club di appartenenza con accumulo di punti ed agevolazioni per acquisti d biglietti futuri o altri premi (stumento di loyalty).

Questi i toni trionfalistici con cui viene presentata Cuore Rossonero all’interno del sito internet (www.cuorerossonero.acmilan.com)[3]:

Entra a far parte della grande Famiglia Rossonera!

A cosa da diritto

  • al possessore non si applicano le eventuali restrizioni alla vendita dei biglietti;
  • vengono snellite sia le procedure di acquisto dei biglietti che quelle di accesso allo stadio, attraverso la creazione di varchi dedicati;
  • è favorita la concessione di facilitazioni, privilegi e/o benefici da parte delle società (accumulo di punti, diritto di prelazione per l’acquisto di biglietti, convenzioni con altre società private come Ferrovie dello Stato, Autogrill, sponsor, ecc.).

I vantaggi per la sicurezza

  • permette di “costituire” la categoria degli spettatori “ufficiali”;
  • garantisce l’aumento degli standard di sicurezza del pubblico, perché esclude dagli impianti i soggetti sottoposti a Daspo o a condanne per reati da stadio;
  • consente alle società sportive di avviare rapporti “virtuosi” con le tifoserie ufficiali, soprattutto per le trasferte;
  • nel tempo determinerà la costituzione, nell’ambito delle Società Sportive, dei c.d. “dipartimenti dei tifosi” che in altri grandi club europei hanno trovato applicazione con apprezzabili risultati.

 

4. I FONDAMENTI NORMATIVI DELLA TESSERA DEL TIFOSO

Troviamo l’articolo che, di fatto, istituisce la Tessera del Tifoso all’interno della Legge Amato (art. 9 L. 41/2007), ma vi sono importanti spunti applicativi anche nelle determinazioni dell’Osservatorio dd 23/04/08 e 31/10/08. Infine il Milan Entrateinment spa ha regolamentato ulteriormente sulle pagine del sito Cuore Rossonero la prima tessera di fidelizzazione italiana.

Art. 9 Legge Amato (41/07)

E’ fatto divieto alle società organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili dell’emissione, distribuzione, vendita e cessione del titolo di accesso di cui al DM 06/06/05 del Ministro dell’Interno, pubblicato sulla G.U. n. 150 del 30/06/05, di mettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’art. 6 della legge 13 dicembre 1989 n. 401 ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per i reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”.

 Sembra chiaro dal tenore letterale dell’articolo che il tifoso che in passato è stato raggiunto da DASPO o che è stato condannato per reati “da stadio” anche con una sentenza non definitiva non potrà mai più acquistare la Tessera del Tifoso e di conseguenza mai più accedere allo stadio.

La formulazione dell’art. 9 l. 41/07 fa sorgere numerose perplessità e non permette di chiarire quale sia stata effettivamente l’intenzione del legislatore.

Saltano in mente subito una serie di quesiti che la semplice lettura dell’articolo non permettono di risolvere: è giusto che un tifoso, raggiunto da DASPO della durata di un anno nel lontano 1991 e regolarmente scontato, non possa, oggi, acquistare la Tessera del Tifoso? Cosa succede, invece, ai tifosi daspati in passato e che magari hanno vinto il ricorso al Tar con conseguente annullamento del divieto d’accesso allo stadio? Possono comprare la tessera coloro i quali hanno avuto una sentenza di condanna di primo grado (ad es. per lancio pericoloso di oggetti allo stadio) ma poi sono stati assolti dalla Corte d’Appello o dalla Corte di Cassazione? Potrà ancora entrare in uno stadio chi ha patteggiato la pena?

Una lettura così severa dell’art. 9 però sembra smentita dalle determinazioni dell’Osservatorio e dal Regolamento applicativo di Cuore Rossonero che correggono il tiro indicando come esclusi dalla possibilità di acquistare la Tessera del Tifoso solo coloro che hanno in corso al momento dell’acquisto un DASPO (e la cosa è ovvia…) ma non aggiungono nulla sul punto sentenze di condanna anche non definitive.

Così nel documento finale denominato “Programma Tessera del Tifoso” approvato dall’Osservatorio il 23/04/08, a pag. 17 in relazione alle esclusioni: “coloro i quali siano destinatari di provvedimenti di divieto d’accesso allo stadio o condannati anche in via non definitiva per reati da stadio”. Importante che sia stato scritto “siano destinatari” e non “siano stati destinatari” come nell’art. 9 legge Amato.

Così all’interno del Regolamento di Cuore Rossonero: “L’abbonamento non sarà emesso a: -soggetti che sono sottoposti a provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 (cosiddetto DASPO), – soggetti che siano stati condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive”.

Così il dott. Masucci (O.N.M.S) in una intervista a Il Romanista: “Per i DASPO parliamo invece solo di quelli in atto”.

Ma al di là delle singole interpretazioni da parte, il dato normativo dell’art. 9 l. 41/07 è chiaro e non ammette deroghe: chi ha avuto in passato una diffida o chi è stato condannato anche nel solo primo  grado non potrà più acquistare la Tessera del Tifoso.

E’ utile chiarire che saranno le locali Questure a comunicare alle società i soggetti che non potranno comprare la Tessera del Tifoso (è probabile che ad ogni richiesta di acquisto la società invii il nominativo in Questura per uno screening sulla sua “carriera” di tifoso). Verrà redatta una black list che sarà aggiornata progressivamente. I possessori della Tessera del Tifoso che dovessero macchiarsi di condotte antisportive durante la stagione in corso subirebbero l’immediata revoca tramite lettera racc ar che ne intima la restituzione e successivamente attraverso la smagnetizzazione della stessa[4]..

 5. I PROFILI DI CRITICITA’ DELLA NORMA

La Tessera del Tifoso diviene così una sorta di “schedatura di massa” e provocherà una traumatica eliminazione della stragrande maggioranza degli ultras. Al di là dell’enfasi: giuridicamente reintroduce cupi profili eliminati da tempo dal nostro ordinamento con l’abrogazione della “pericolosità presunta” e contestualmente raggira ogni dimensione temporale data dalla legge stessa al DASPO.

Per capire cosa accadrà dobbiamo fare degli esempi:

L’art. 6 c. 5 della legge 401/89 [5] afferma che il divieto d’accesso agli stadi dura da uno a cinque anni e l’esatta determinazione della durata spetta al Questore in forza del suo potere discrezionale.

Lo stesso comma afferma che in caso di intervento dell’autorità giudiziaria  (proscioglimento, archiviazione, assoluzione etc…) nel procedimento penale presupposto del DASPO lo stesso decreto questorile di divieto d’accesso agli stadi deve essere revocato[6].

Ora, se passa la tesi dell’art. 9 l. 41/07 nessuna persona che ha avuto un DASPO potrà mai acquistare la Tessera del Tifoso e pertanto si trova DIFFIDATO A VITA, anche se ha scontato regolarmente la diffida ad es. otto anni prima. Il tutto “in barba” all’art. 6 c. 5 l. 401/89 che indica la durata massima del DASPO e rassicura il tifoso innanzi ad eventuali errori della Polizia (in sostanza, se ti assolve il Giudice ti faccio revocare il DASPO e torni subito allo stadio….).

Se  passa la tesi più rigida prevista dall’art. 9 l. 41/07 si avranno altri incredibili esempi di DIFFIDATI A VITA:

chi ha patteggiato un reato da stadio (sebbene non sia una condanna in senso stretto),

chi è stato condannato in primo grado ma assolto in Appello o in Cassazione,

chi è stato “daspato” ma poi assolto nel procedimento penale innanzi al Giudice o archiviato dal PM,

chi è stato diffidato ed ha vinto il ricorso al TAR o al Consiglio di Stato,

chi è stato diffidato per tre mesi (possibile fino all’introduzione del nuovo art. 6 c. 5 con la Legge Amato) e non aveva interesse ad impugnare poiché il periodo sarebbe decorso durante la pausa dei campionati….

chi non è mai stato enunciato o condannato e nemmeno raggiunto da un DASPO ma subisce di punto in bianco la notifica di una diffida cosiddetta “preventiva” basata sull’ultimo capoverso dell’art. 6 c. 1 l. 401/89 come introdotto dalla Novella Amato: “Il divieto di cui al presente comma può essere, altresì, disposto nei confronti di chi, sulla base di elementi oggettivi, risulta avere tenuto una condotta  finalizzata alla partecipazione attiva ad episodi di violenza in occasione o a causa di manifestazioni sportive o tale da porre in pericolo la sicurezza pubblica in occasione o a causa delle manifestazioni stesse”,

6. CHE FARE?

Modificare l’art. 9 l. 41/07 disponendo che la tessera del tifoso non possa essere rilasciata a coloro i quali hanno DASPO in corso o a chi ha subito condanne per reati da stadio negli ultimi 5 anni purchè non abbia già scontato il DASPO per lo stesso episodio

Ricorrere in sede civile avverso ogni diniego o revoca della Tessera del Tifoso.

Sensibilizzare le singole società affinchè non aderiscano al progetto.


[1]          I tifosi dell’Inter che hanno aderito al programma ‘Tessera del Tifoso’ potranno andare in trasferta a Bergamo per la partita contro l’Atalanta, in programma il 18 gennaio 2009 dopo la pausa natalizia. Lo ha deciso oggi il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive (Casms) riunito a Roma. Sarà questa la prima volta che la ‘Tessera del Tifoso’ verrà utilizzata in occasione di una trasferta. Il Casms, “dopo aver stigmatizzato il comportamento delle frange di tifosi bergamaschi che si sono resi protagonisti di deplorevoli aggressioni a danno di tifosi juventini, ha ritenuto di consentire l’acquisto di un solo biglietto per i tifosi dell’Atalanta, favorendo così più accurati controlli, e di favorire i tifosi dell’Inter che hanno aderito al programma ‘Tessera del Tifoso’ i quali potranno partecipare alla trasferta”. Il Comitato ha inoltre auspicato “che le due società sappiano mettere in campo ‘modelli organizzativi’ adeguati a garantire la festosa partecipazione all’evento sportivo dei propri tifosi”. (23/12/2008)

[2]          I divieti e le limitazioni di accesso agli stadi per le partite considerate a rischio non saranno piu’ validi per i possessori della ‘tessera del tifoso’. Lo si apprende da fonti del Viminale. La decisione e’ del Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Casms). La ‘tessera del tifoso’, con tanto di nome, cognome e foto, viene rilasciata in collaborazione con le societa’ calcistiche. L’obiettivo e’ quello di favorire la fidelizzazione del tifoso, al fine di promuovere un modello che prevede la formazione da parte delle societa’ calcistiche di una tifoseria/clientela della quale potersi rendere garante. Fonte: CASMS

[3]    Sono già 82.000 i tifosi milanisti che hanno acquistato la tessera del tifoso.

[4]    All’oggi risultano già 21 i casi di revoche all’interno della tifoseria milanista.

[5]          Il divieto di cui al comma 1 e l’ulteriore prescrizione di cui al comma 2 non possono avere durata inferiore a un anno e superiore a cinque anni”.

[6]          e sono revocati o modificati qualora, anche per effetto di provvedimenti dell’autorita’ giudiziaria, siano venute meno o siano mutate le condizioni che ne hanno giustificato l’emissione”. l parametro da usare per la scelta della durata è la pericolosità del soggetto (ancorché limitata alle manifestazioni sportive) che discende dalla gravità del fatto compiuto e da altri parametri di pericolosità.  Sempre a secondo della pericolosità del soggetto, si può comminare il D.A.SPO. con o senza obbligo di presentazione alla P.G.
La diffida deve essere revocata (oltre che per un’eventuale autonoma decisione del Questore su istanza di parte) in caso di archiviazione del procedimento penale a cui la denuncia aveva dato origine o di assoluzione nel merito. Quindi: se sono venute meno le condizioni che hanno giustificato l’emissione del D.A.SPO (archiviazione o assoluzione nel procedimento penale, cessata pericolosità sociale del prevenuto ecc. ecc.) lo stesso deve essere revocato; se invece tali condizioni sono mutate (ad esempio: l’originario capo di imputazione del procedimento penale viene ridimensionato), allora il divieto e le prescrizioni possono essere modificate dalla stessa questura, su istanza di parte.

 

“2)PROPOSTA”:

Si è sentito molto parlare di “tessera del tifoso”, soprattutto da parte del Ministro Maroni, che ne ha imposto l’adozione alle società di calcio.

Con la presente si intende chiarire per quali ragioni la quasi totalità delle tifoserie italiane ne contestano l’introduzione.

Il primo concetto da evidenziare è che nessuno è contro la “tessera del tifoso”, ma tutti sono contro i criteri in base ai quali la stessa viene rilasciata.

Il nodo è rappresentato unicamente dall’art. 9 della legge 13 dicembre 1989 n. 401, che disciplina il rilascio dei titoli di accesso (e quindi anche della tessera del tifoso) da parte delle società.

Questo articolo dice esattamente questo:

Art. 9.

Nuove prescrizioni per le societa’ organizzatrici di ompetizioni riguardanti il gioco del calcio

1. E’ fatto divieto alle societa’ organizzatrici di competizioni riguardanti il gioco del calcio, responsabili della emissione, distribuzione, vendita e cessione dei titoli di accesso, di cui al decreto ministeriale 6 giugno 2005 del Ministro dell’interno, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 150 del 30 giugno 2005, di emettere, vendere o distribuire titoli di accesso a soggetti che siano stati destinatari di provvedimenti di cui all’articolo 6 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, ovvero a soggetti che siano stati, comunque, condannati, anche con sentenza non definitiva, per reati commessi in occasione o a causa di manifestazioni sportive.

L’intento di arginare la violenza negli stadi è lodevole, ma la formulazione letterale dell’articolo è infelice:

1)      chiunque abbia avuto, anche in passato, un daspo, non potrà avere la tessera. Questo significa che se nel 1991 un tifoso ha avuto un daspo di un anno, e lo ha scontato, non potrà mai più andare allo stadio. Anche se nel frattempo è diventato una persona matura, se non è recidivo e via dicendo. Addirittura, anche se è stato assolto nel procedimento penale che ha dato origine al daspo!

2)     chiunque ha avuto una condanna, anche solo in primo grado, per reati “da stadio”, non potrà avere la tessera del tifoso. Questo significa che se nel 1989 – venti anni – fa – un soggetto ha commesso un reato da stadio e per quello è stato condannato non potrà avere la tessera del tifoso. L’assurdità è che un delinquente comune può essere riabilitato dopo tre anni, un tifoso di calcio mai!

L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, per voce del Dott. Massucci, si è affrettato a chiarire che:

a)     in ordine ai daspo, la tessera non verrà rilasciata a chi ha un daspo in corso;

b)     in ordine alle condanne, non verrà rilasciata a chi ha avuto una condanna, anche di primo grado, negli ultimi 5 anni[1].

Ora, la precisazione dell’O.N.M.S. non tranquillizza nessuno: l’Osservatorio deve seguire la legge e non può crearne di proprie, né tantomeno può interpretare ciò che è chiarissimo e cioè l’art. 9 della L. 401/89.

Per questa ragione, visto che l’Osservatorio ritiene di interpretare una legge (malfatta e varata d’urgenza come spesso accade in Italia) secondo propri personalissimi criteri che creeranno inevitabili disparità da città a città, quel che si chiede è solamente la modifica dell’art. 9 sopra citato nel senso che segue:

a)     la tessera del tifoso non potrà essere rilasciata a chi ha un daspo in corso[2] (mentre l’art. 9 prevede che non la possa avere anche chi ha avuto un daspo);

b)     la tessera del tifoso non potrà essere rilasciata a chi ha avuto una condanna, anche non definitiva, negli ultimi 5 anni, purché per lo stesso fatto non abbia già scontato il daspo.

La soluzione sembra essere ragionevole e, soprattutto, giusta.

Per questa ragione, nel ribadire che, una volta operata questa modifica, non vi saranno motivi particolari per contestare la “tessera del tifoso”, invitiamo la società di calcio che sosteniamo con tanta passione a non adottare la “tessera del tifoso” fino a quando l’art. 9 della Legge 401/89 non verrà modificato nel senso sopra indicato.


[1]           Questo esempio chiarire, comunque, l’assurdità di tale interpretazione: un soggetto riceve un daspo di due anni dalla Questura per aver acceso un fumogeno.

                Per due anni il tifoso non va allo stadio.

                Il processo, però, termina a distanza di 5 anni.

                Quindi il tifoso:

                a) per due anni non va allo stadio (visto che la questura diffida sulla base di una denuncia);

                b) poi potrà andarci tranquillamente per 3 anni (in base all’interpretazione dell’O.N.M.S., altrimenti – per l’art. 9 – da subito non potrà avere la tessera del tifoso);

                c) dopo che riceverà la condanna – PER LA STESSA COSA PER LA QUALE GIA’ HA SCONTATO IL DASPO – non potrà avere la tessera del tifoso – pur credendo all’interpretazione dell’O.N.M.S. – per altri 5 anni.

 [2]                             E quindi esattamente nel senso indicato dall’O.N.M.S., però modificando la legge.



SCIOPERO NAZIONALE CURVE CONTRO LA TESSERA DEL TIFOSO.
15 marzo 2010, 20:35
Filed under: No alla TESSERA del TIFOSO!

Come iniziativa pre-manifestazione di Roma era stato programmato anche uno sciopero collettivo di un tempo per tutte le curve che hanno aderito al progetto contro la tessera, e infatti il 23 ottobre nonostante la nostra Viterbese giocasse in Sardegna abbiamo mantenuto fede alla parola data e per tutto il primo tempo abbiamo assistito in totale silenzio al match, come del resto tutte le curve italiane. Anche questa iniziativa ha fatto molto parlare di se’ nei media nazionali mettendo in risalto i dubbi che questa nuova schedatura porta dietro di se sin dalla sua entrata negli stadi.